787 - Portali via

scritto da ioffa
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Quinari a rime baciate.
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Testo: 787 - Portali via
di ioffa

Anedonia,
portali via:
voglio restare
a vegetare
in santa pace.
Se tutto tace
non han scossoni
i miei neuroni.
Potrei dormire
e non soffrire
a tutte l’ore,
senza dolore,
senza pensieri,
senza più ieri…
come i domani
ormai lontani,
anzi scomparsi,
dal vero arsi;
ed il passato
sarà scordato
grazie ad Alzheimer
che ferma il timer
ad un momento
ch’ero contento:
ingenuo infante…
sì, traballante
nel passo incerto
di nulla esperto,
ma ancora al vento
non s’era spento
ogni progetto;
non ero inetto…
o per lo meno
ero sereno
capendo nulla
dentro la culla.
Son circondato
da gran parlato,
provo a sentire…
che vuoi capire?
Solo parole
come pistole
che senza senso
danno scompenso,
fanno paura…
Quale la cura?
Non ascoltarli,
considerarli
solo disturbo.
Un po’ mi turbo:
s’alzano grida,
rabbia s’annida…
Ne son la causa?
Faccio una pausa.
Lo schermo è vuoto,
lento percuoto
tasti consunti
che senza spunti
vanno agganciando
qualche rimando
a spente idee
prosopopee
di già sfuggite,
mal digerite,
evaporate…
dimenticate.
Volan bestemmie,
ricche vendemmie,
ma non le seguo:
io mi dileguo;
qui c’è tempesta
e la mia testa
non regge i tuoni,
sguscio carponi
da quella porta.
Giornata storta.
Come tante altre.
Non sono scaltre
le mie movenze!
Le conseguenze?
Mi sentiranno
e abbaieranno.


ioffa, 05/07/2026

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